corsi di fotografia

Inizia la nostra collaborazione con la Scuola di musica incontro. questi i nostri corsi di fotografia:

https://www.musicaincontro.it/arte/corsi-di-fotografia.html

FILEMONE E BAUCI – Fotografie di Ottavio Celestino

Giovanna Pennacchi è lieta di presentare la mostra:

FILEMONE E BAUCI
Metamorfosi


A cura di Diego Mormorio
9 marzo – 4 aprile 2016
Inaugurazione mercoledì 9 marzo, ore 18:30
Acta International – Roma

Da tempo Ottavio Celestino ha posto al centro della sua ricerca il legame tra l’uomo e la natura,
considerandolo un aspetto imprescindibile dell’ esistenza umana.
Con questa mostra Celestino da’ vita ad una nuova serie fotografica che ha come soggetto i misteri del
bosco e che prende come ispirazione il mito di Filemone e Bauci, tratto dalle Metamorfosi di Ovidio.

“La bellezza del soggetto non è tout-court la bellezza della fotografia
ma a volte – anzi spessissimo – si scambia la prima con la seconda.
Nessuno degli elementi che vediamo in queste fotografie di Ottavio Celestino è di per sè bello.
Cionondimeno siamo di fronte ad immagini bellissime.
Mettendo insieme le capacità compositive con una felicissima scelta della luce, il fotografo ha
trasformato quello che potrebbe apparire un modesto e del tutto ordinario bosco
nel Bosco del Mondo, dei modesti alberi in forme parlanti ….”
(Diego Mormorio, La sacralità del Bosco)

 

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FOTOGRAFICAMENTE PARLANDO

Dopo oltre 10 anni di attività, lo studio ‪#‎b49‬, rappresenta una delle realtà piu importanti in italia nell’ambito della ‪#‎comunicazione‬ e della ‪#‎fotografia‬. Una fucina di giovani ‪#‎talenti‬ che ogni giorno lavorano al contatto con i ‪#‎grandifotografi‬ del panorama internazionale. Il segreto sta un po’ nel continuo scambio che c’è tra la voglia di chi inizia e l’esperienza degli altri. Un modo bello e funzionale di produrre ‪#‎immagini‬ che siano sempre un po’ più in là di dove erano state pensate. Lo studio b49 con questa piccola ‪#‎mostrafotografica‬ intende omaggiare il talento artistico e l’amicizia
di alcuni dei ‪#‎fotografi‬ che animano quotidianamente i suoi ‪#‎spazi‬.

dal 19 febbraio 2016

‪#‎Fotografie‬ di

Gianni Iorio
Stefano Compagnucci
Ercole Cosco Mazzuca
Pietro Guglielmino
Federico Massimiliano Mozzano
Eolo Perfido
Massimo Scognamiglio

B 49 SALA UMBERTO

B 49 SALA UMBERTO

 

corsi di fotografia

Arriva l’autunno e torna il corso di Fotografia dello Studio Compagnucci Fotografi al Lanificio Officina.

Tutti i giovedì, dal 22 ottobre al 10 dicembre, dalle 19.00 alle 21.00, vedremo insieme la tecnica e la teoria fotografica, il post-produzione digitale, la tecnica di illuminazione e la ripresa fotografica.

Le iscrizioni saranno aperte fino a esaurimento posti.
Per info e prenotazioni: simona@studiocompagnucci.com
+39 333.6697990
http://www.studiocompagnucci.com/

LOCANDINA stampa alta

IL FOTOGRAFO DI RIPRODUZIONI D’OPERE D’ARTE

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Per capire bene chi è e cosa fa un fotografo di riproduzioni di opere d’arte, è utile avere un quadro ben preciso di tutto il contesto attuale in cui ci troviamo e operiamo.

Negli ultimi dieci anni il panorama della fotografia si è notevolmente ampliato, e non è più appannaggio di pochi professionisti, bensì di un molto più elevato numero di persone.Questo fenomeno è dovuto molto probabilmente alla nascita e alla diffusione su larga scala delle macchine fotografiche digitali, che, apparentemente, possono risultare più gestibili e più immediate.

Internet ha poi fatto il resto, mettendo a disposizione in modo molto immediato siti specializzati, forum di appassionati, social network vari, oltre a festival di fotografia e gallerie specializzate.

In conclusione la fotografia ha finalmente avuto giustizia trovando un posto nel cuore di tante persone.

Centinaia di amatori hanno fatto (e continuano a fare) il grande passo, quello del professionismo, e considerato il fatto che viviamo in una società in cui la comunicazione attraverso le immagini è di primaria importanza in pressoché tutti i settori artistici, sociali e commerciali, la scelta non è da considerarsi del tutto sbagliata.

Questo fenomeno però ha generato un problema economico non indifferente: la scarsa domanda e offerta presente sul nostro mercato.

Il numero di fotografi professionisti è aumentato in maniera esponenziale, mentre quello dei clienti è rimasto invariato se non addirittura diminuito, e come in molte altre categorie, anche questa tipologia di committenza non sta attraversando un momento particolarmente felice.

Abbiamo imparato nel tempo che il mercato richiede ai fotografi una specializzazione in uno specifico settore; ecco quindi che sono nati i fotografi di moda, di pubblicità, i fotoreporter, gli artisti fotografi, gli esperti di still life, i fotografi d’architettura e decine di altre qualifiche e sotto-qualifiche, ovviamente tutte attualmente sature di professionisti (o come tali si definiscono).

Eppure non tutto è perduto!

Ci sono settori nella fotografia da considerarsi ancora “scoperti” solo in parte, e uno tra questi è proprio il fotografo di riproduzioni d’arte.

E’ un campo addirittura sconosciuto a molti, e considerato dai più troppo tecnico e noioso.

Inoltre non viene insegnato in tutte le scuole di fotografia, e nel mare dei workshop fotografici non c’è neanche l’ombra di questa specializzazione.

Ed è proprio per questo che galleristi, artisti, e tutti gli operatori del settore, sono spesso costretti a ripiegare, per le riproduzioni delle proprie opere, su fotografi improvvisati, con risultati in molti casi deludenti.

 

IL MESTIERE:

Contrariamente a quello che si potrebbe immaginare, la professione del fotografo di riproduzioni di opere d’arte non è assolutamente una specializzazione noiosa e ripetitiva, infatti la varietà e la diversità delle opere che si possono incontrare richiedono una conoscenza pratica e stilistica che necessita di spaziare un po’ in tutti i campi della fotografia, e come in ogni altro ambito, anche in quello della riproduzione d’opere d’arte, dal punto di vista tecnico è impossibile improvvisare.

Alla base naturalmente deve essere sicuramente presente una passione e una predisposizione per l’arte in generale, e non a caso molti fotografi che esercitano questo mestiere sono artisti che producono e che vendono le proprie opere; a tutto ciò va aggiunta, in modo imprescindibile, una cultura almeno di base della storia dell’arte.

Sapere ad esempio che un determinato pittore, per realizzare i propri dipinti, usava vernici ad olio o acriliche piuttosto che graphite, ci permette di conoscere le attrezzature fotografiche adatte e necessarie per realizzare lo scatto; lo stesso vale per le tecniche usate nelle sculture, che possono essere di infiniti materiali quali bronzo, legno, terracotta; e chiaramente sapere come questi materiali reagiscono in modi differenti alla luce, ci permette di utilizzare le attrezzature idonee a realizzare lo scatto giusto.

Al fotografo di riproduzioni d’arte vengono generalmente richiesti due tipi di ripresa ben distinti. Il primo caso è quello di riprodurre l’opera su un fondo neutro (bianco o grigio) che crea per l’opera stessa una sorta di cornice. La seconda possibilità è quella di ritrarre l’opera contestualizzata nell’ ambiente circostante, condizione che si presenta in caso d’installazioni o di grandi sculture.

Nel primo caso ci avvaliamo di specifiche conoscenze tecniche, nella seconda eventualità tutto cambia, perché c’è una inevitabile interpretazione da parte del fotografo che può essere completamente diversa da quella dell’autore dell’opera, ed è per questo motivo che il fotografo deve conoscere a fondo la “visione” dell’artista per potersi allineare con il suo stesso pensiero.

Quest’ultimo aspetto è quello più complesso a cui il fotografo di riproduzioni d’arte deve ovviare, e non a caso molti artisti lavorano sempre con lo stesso fotografo, che a loro volta inevitabilmente impongono a galleristi e a case editrici.

 

TECNICA E ATTREZZATURA:

L’attrezzatura necessaria al fotografo di riproduzioni d’arte, può non bastare mai!

Iniziamo quindi col dire che si può ottenere una buona riproduzione avendo semplicemente una macchina fotografica con un obiettivo 50 mm, un cavalletto, una scala dei colori e una livella, e la luce che useremo è quella del sole. E’ scontato quindi dire che faremo lo scatto in un ambiente esterno, lontano da ogni fonte di luce artificiale, e ancor meglio ponendo il soggetto in una zona in ombra, in modo da avere dei bassi contrasti di luce.

La scala dei colori ci sarà di grande utilità per determinare il corretto bilanciamento del bianco in fase di acquisizione e postproduzione dell’immagine raw. La livella invece servirà ad ovviare a tutte le aberrazioni e distorsioni prospettiche dovute al posizionamento dell’opera rispetto al piano di ripresa della fotocamera. Proprio per questo l’opera dovrà essere posizionata il più possibile parallemente al piano del sensore.

Posizioniamo il nostro quadro su un cavalletto o ancor meglio se possiamo lo appendiamo al muro con un chiodo, e con l’aiuto della livella regoliamo l’inclinazione dell’opera mettendola perpendicolare al pavimento.

Un elemento molto importante da valutare sarà la presenza o meno di un’eventuale cornice provvista di vetro. Infatti di fondamentale importanza è che la riproduzione finale sia priva di riflessi esterni. Questi riflessi possono essere causati sia dal vetro che dal tipo di materiale usato nella pittura. Particolare attenzione verrà posta nelle zone più scure, che possono presentare un maggior numero di riflessioni. Per ovviare a questi riflessi, quando presenti, utilizzeremo dei pannelli, orientati in modo da annullare le riflessioni o più semplicemente posizioneremo un grande telo nero alle spalle del fotografo, in modo da ridurre o, in alcuni casi, isolare completamente i riflessi. È importante coprire sempre con un telo anche il cavalletto, causa maggiore di riflessione. Personalmente imposto sulla macchina fotografica l’autoscatto della durata di 10 secondi, in modo di aver il tempo di spostarmi dagli eventuali effetti di riflessione che potrei apportare all’opera.

Vi sono però dei casi in cui è impossibile utilizzare la luce naturale, ad esempio in caso di grandi opere o quando il loro valore ci obblighi a fotografarle all’interno di sale o gallerie.

In questi frangenti, fermo restando che manterremo come sopra cavalletto, scala dei colori, livella e stesse ottiche del caso precedente, dovremmo utilizzare delle luci flash.

Queste luci verranno posizionate con un orientamento di 45° rispetto al piano dell’opera, e dovranno avere la stessa intensità, essere posizionate alla stessa altezza e distanza rispetto all’opera stessa. Saranno altresì completate con l’utilizzo di diffusori a parabola o in altri casi dei bank. L’utilizzo dei flash così posizionati permetterà di ottenere una luce uniforme e diffusa, che può essere assimilata per risultati ed effetti a quella naturale, e che come quest’ultima ci permetterà di apprezzare l’opera nella sua pienezza.

Stesso discorso va fatto, come nel caso della luce naturale, per gli eventuali riflessi, che saranno trattati nello stesso identico modo del caso precedente.

Il nostro scopo, sia se scattiamo con luce ambiente sia con luce artificiale, è quello di ottenere lo stesso valore esposimetrico sui 5 punti fondamentali dell’opera cioè i 4 angoli più il centro. Una volta ottenuti questi valori avremo un’ illuminazione omogenea su tutta la superfice.

Per quanto riguarda la riproduzione di opere diverse dai dipinti, nella fattispecie sculture, gioielli, oggetti d’arte e complementi d’arredo, manterremo il discorso delle luci invariato, ponendo per quanto possibile l’oggetto su un fondo o un limbo bianco, esattamente come nella fotografia di still life, per far risaltare l’oggetto d’arte in tutte le sue forme o ad esempio, nel caso dei gioielli per dare risalto alla manifattura e alle peculiarità intrinseche del materiale.

Anche in questo caso, soprattutto quando tratteremo materiali molto riflettenti come metalli preziosi, superfici vetrate e bronzi, sarà nostra particolare cura eliminare con pannelli e specchi le luci di riflessione.

Proprio in questo le competenze ampliate del fotografo vengono in aiuto, esattamente come viene fatto in fotografie di ritratto, beauty e still life.

 

UN GIORNO ALLA CASE D’ASTE MINERVA AUCTIONS

In questo excursus su questo affascinante mestiere non poteva mancare un accenno alla Minerva Auctions di Roma che ci ha ospitato in molte giornate di lavoro, e dove non a caso sono state scattate le foto del backstage.

La casa d’aste Minerva Auctions ha sede in Palazzo Odescalchi, in piazza dei Santissimi Apostoli, nel cuore storico e artistico della capitale.

Proprio Palazzo Odescalchi fu un grande esempio di residenza nobiliare e prezioso scrigno di tesori artistici, voluto da Livio Odescalchi, grande promotore del collezionismo d’arte del XVII secolo, che entrato in possesso dei tesori della Regina Cristina di Svezia, scelse questa splendida cornice abitativa per esporre e custodire queste grandi opere.

Ed oggi la sua cornice rimasta elegantemente invariata, grazie alla Minerva Auctions, ospita nelle sue spaziose e luminose sale, una grande varietà di opere, dai dipinti ai gioielli, tutte accuratamente selezionate da esperti, portando il mercato dell’arte ad un’ alta qualità ed elevata professionalità.

Ci troviamo a trascorrere diverse giornate nella loro sede proprio perché la casa d’aste ha necessità continua di riprodurre una grande quantità di opere, che abbracciano ogni genere d’espressione artistica, per mantenere costantemente aggiornati i propri cataloghi.

In ogni giornata di lavoro presso la casa d’aste ci capita di fotografare ogni tipo di opera, di ogni epoca e corrente artistica. In ogni shooting dobbiamo affrontare e risolvere al meglio nuove dinamiche e nuovi problemi con le loro incognite incognite, e proprio per questo non finiamo mai di imparare!

OVER HUMAN

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Ne uomo ne donna, senza sesso. E’ così che l’essere umano, schiavo dei propri personaggi, si trasforma per riappropriarsi della sua identità, del suo passato e della sua terra. Partendo solo e perdendosi in luoghi incontaminati, dove l’uomo non è mai arrivato, o in quegli ambienti  già abbandonati dalla civiltà.

Neither man nor woman, being without sexual identity – It is like this that human beings,  slaves of themselves, change themselves to claim back their identity, their past and their roots.  Leaving alone or loosing themselves in pure and clean areas, where man has not reached before, or in those places that have already been abandoned by civilization.